Nella tradizione agricola abruzzese il nome di Gregorio Rotolo continua a risuonare come simbolo di dedizione e amore per gli animali ancora oggi a tre anni dalla sua scomparsa, avvenuta il 13 marzo del 2022.

L’azienda Valle Scannese, fondata da suo padre negli anni ’70 e interamente biologica, si trova nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, appena dopo il Lago di Scanno, e si distingue ancora oggi per la produzione di formaggi a latte crudo, ottenuti da animali allevati al pascolo e alimentati con foraggi biologici.
Fin da giovane Gregorio ha seguito le orme della famiglia, dedicandosi all’allevamento e alla produzione casearia. Con il passare degli anni, ha perfezionato le tecniche di lavorazione, mantenendo i metodi tradizionali tramandati di generazione in generazione, ma integrandoli con un tocco personale che ha reso i suoi formaggi unici. La sua produzione si distingueva – e ancora oggi è così- per la qualità del latte utilizzato, proveniente esclusivamente dagli animali allevati nei pascoli incontaminati dell’Abruzzo. La pastorizia era per Gregorio soprattutto un modo per garantire la sopravvivenza del territorio e per legare gli abitanti alla propria terra.

Tra i suoi prodotti più celebri, il “Gregoriano”, un formaggio a latte crudo senza caglio ma con fermenti lattici naturali, con una stagionatura particolare che ne esalta il sapore intenso e le sfumature aromatiche. Questo formaggio, apprezzato a livello internazionale, è stato premiato nell’Ottobre del 2022 all’Italian Cheese Awards come formaggio dell’anno: “Evocativo di quei formaggi tradizionali prodotti sugli alpeggi abruzzesi con latte appena munto e un pugno di sale, che per secoli, insieme a poco altro, hanno rappresentato l’alimento principe dei pastori”.
La sua attenzione verso il legame con il territorio e le tradizioni pastorali hanno portato a collaborare con numerosi enti e associazioni per promuovere la cultura del buon cibo e la salvaguardia delle antiche tecniche di produzione, anche oltre confine, come il suo viaggio in Afghanistan per insegnare ai pastori locali le tecniche di produzione del formaggio da stagionare.
Ricordato dal cugino Enzo Gentile e da tutta la famiglia, il suo spirito vive nelle scelte e nelle azioni che ancora oggi portano avanti il suo progetto. Gregorio non intendeva il benessere animale come qualcosa di astratto: per lui era una pratica quotidiana, un impegno concreto volto a garantire condizioni ottimali per la vita degli animali, soprattutto nei rigidi mesi invernali quando gli animali hanno necessità di un ricovero. Il sogno di Gregorio ha trovato realizzazione grazie all’impegno di Dino Silla, casaro e nipote di Gregorio, il quale ha saputo trasformare un’idea in una realtà tangibile. Con determinazione e rispetto per la memoria dello zio, Dino ha ottenuto i permessi necessari e realizzato una stalla innovativa, pensata per diventare un modello nel campo della gestione dell’allevamento.

La struttura, progettata per garantire il massimo comfort agli animali, si distingue per spazi generosi (2 mq per capo), l’altezza del soffitto studiata per assicurare salubrità dell’aria, alimentazione a nastro, sala mungitura, un locale ad hoc dove vengono macinate fieno e farine. Oggi sono 480 gli ovini di razza meticcia all’interno dell’allevamento. L’iniziativa di Dino onora la memoria di Gregorio, IL pastore-casaro di Scanno che ha dedicato la sua vita al connubio con la natura e al tema delle radici, ma rappresenta anche un significativo progresso verso pratiche agricole rispettose degli animali, fondamentali per la qualità dei prodotti e la sostenibilità dell’intero settore zootecnico.
Roberta Terrigno – marzo 2025